Il settore energetico è oggi al centro di minacce cibernetiche con impatto strategico. La crescente digitalizzazione delle infrastrutture energetiche, la convergenza degli ambienti IT e OT, l'ampliamento dell'accesso remoto e la crescente dipendenza da fornitori esterni e integratori di sistemi hanno reso le organizzazioni energetiche un bersaglio primario di attacchi motivati da ragioni economiche, politiche o di sabotaggio.
Nel settore energetico, gli effetti di un incidente informatico vanno rapidamente oltre l’ambiente IT e si traducono in rischi diretti per la continuità operativa, la sicurezza degli impianti e la stabilità dell’approvvigionamento energetico, oltre che per la fiducia del pubblico.
Negli ultimi anni si è registrato un aumento costante degli attacchi rivolti alle organizzazioni energetiche, sia per frequenza sia per gravità. Questi attacchi sono sempre più legati a contesti geopolitici e a obiettivi non finanziari come il sabotaggio, l'interruzione dei servizi o la dimostrazione di forza.
Allo stesso tempo si osserva una convergenza tra diversi tipi di attori — gruppi avanzati sostenuti da Stati (APT), hacktivisti e criminalità informatica organizzata guidata dal ransomware — che utilizzano tutti gli stessi punti di ingresso:
accessi remoti non adeguatamente protetti,
vulnerabilità non corrette con patch,
catene di fornitura compromesse e protocolli industriali legacy privi di meccanismi di sicurezza integrati.

