In definitiva, la cybersicurezza è efficace solo quando tecnologia, processi e fattore umano lavorano insieme in modo integrato. La formazione regolare, le simulazioni di attacchi di phishing e la consapevolezza dei rischi svolgono un ruolo decisivo nella riduzione della superficie di attacco.
Expertware, in collaborazione con la Direzione Nazionale per la Cybersicurezza (DNSC), organizza regolarmente webinar dedicati alla consapevolezza dei rischi in vari settori, l’ultimo dei quali ha riguardato il settore sanitario. La presentazione è disponibile qui.
Cause dei cyberattacchi nel settore sanitario
I cyberattacchi nel settore sanitario non dipendono solo dai vettori di attacco, ma anche dalle caratteristiche delle infrastrutture IT ospedaliere, che limitano le capacità di prevenzione e risposta.
Molti dispositivi medici funzionano su sistemi legacy (Windows XP/7), con cicli di vita di 10–15 anni e senza supporto del fornitore. In questi casi l’applicazione di patch è limitata o impossibile, lasciando i sistemi esposti per lunghi periodi.
Allo stesso tempo, le reti spesso non sono segmentate e usano VLAN condivise tra ambienti amministrativi, clinici e IoMT. Una volta ottenuto l’accesso iniziale, il movimento laterale diventa rapido e difficile da controllare.
I sistemi critici come HIS o EHR operano in modo continuo, senza vere finestre di manutenzione. Qualsiasi interruzione incide direttamente sull’attività medica, limitando la possibilità di applicare aggiornamenti di sicurezza o interventi.
Inoltre, molti protocolli utilizzati negli ambienti sanitari, come DICOM, HL7v2 o Telnet, non sono stati progettati pensando alla sicurezza e non supportano i moderni meccanismi di protezione, aumentando la superficie di attacco.
Infine, la mancanza di solide strategie di backup o il collaudo insufficiente dei processi di ripristino rendono il recupero dopo un incidente difficile e lungo.